03/12/2010
LA RABBIA DEGLI USURAI
Abbiamo potuto notare tutti come gli sforzi per far crescere l’esportazione delle imprese italiane siano stati ancora una volta vanificati dal peso della bolletta astronomica pagata per l’energia. Si tratta di una situazione di squilibrio strutturale, che impedisce un rilancio della nostra economia ed un miglioramento dei cosiddetti fondamentali che possono contribuire alla creazione di una nuova stagione del nostro Sistema Italia.
Le ultime clamorose vicende determinate dalle rivelazioni di Wikileaks hanno svelato al mondo intero l’avvenuta transizione verso un’epoca post-ideologica che sembra dare ragione, a distanza di qualche secolo, al Leviatano di Thomas Hobbes ed al suo convinto pessimismo antropologico. Il mondo globalizzato sembra veramente il teatro di una “guerra di tutti contro tutti” che, al momento, si combatte con gli strumenti della guerriglia non dichiarata di carattere finanziario, mascherata da battaglia per la libertà d’informazione.
La cosa più strabiliante è che questa vicenda viene presentata come un evento unico nella storia mondiale, un fatto di destabilizzazione senza precedenti che mette in grande difficoltà la superpotenza mondiale per eccellenza, quegli Stati Uniti che sono la centrale del “politicamente corretto” che serve come ideologia giustificazionista di un patto diseguale nei confronti di paesi, teoricamente alleati, ma trattati invece come satelliti indisciplinati e mal tollerati. Se sono i burocrati e gli apparati di informazione americani a dare la pagella ed a pretendere di giudicare il livello di efficienza e di lealtà, è evidente che tutto questo segue un criterio chiaro, quello del servilismo e dell’acquiescenza nei confronti degli interessi strategici, quindi soprattutto economici, non solo di Wall Street.
Vi sono alcuni fatti gravissimi clamorosamente occultati all’opinione pubblica europea e soprattutto italiana che andrebbero gridati dai tetti. Il primo riguarda il tentativo di boicottare gli sforzi di un governo sovrano di procurarsi le risorse strategiche fondamentali a condizioni ottimali, direttamente dai paesi produttori. Il fatto di farlo senza passare sotto le forche caudine della speculazione internazionale, quella che ingrassa la speculazione attraverso il controllo delle materie prime fondamentali come il petrolio ed il gas.
Il fatto che Berlusconi abbia cercato intese dirette, con i suoi metodi e la sua credibilità di imprenditore, oltre che di esponente politico solido per consenso popolare, ha rotto certamente e deliberatamente le regole di quell’oligarchia senza bandiere che, dopo la grande crisi planetaria, continua tranquillamente a realizzare profitti a scapito dell’economia reale.
L’Italia che tratta direttamente con Mosca, non solo per il gas, con Tripoli, non solo per il petrolio, e realizza opere importanti in Iran non viene tollerata dalle grandi lobby che controllano questi settori e dettano i tempi ed i modi del potere politico americano.
Appare incredibile che un paese come il nostro, che ha conosciuto una tragica ed oscura vicenda come quella legata alla misteriosa scomparsa del Presidente dell’Eni Enrico Mattei, non colga in questa circostanza la natura reale di un attacco mediatico rivolto, molto scorrettamente, alla debilitazione del sistema politico del nostro paese.
E’ ancora più grave, e persino incredibile, questo rovesciamento delle responsabilità per cui i responsabili di un palese killeraggio diplomatico finiscono per diventare, ancora una volta, le fonti di una sorta di giudizio divino, accettato acriticamente anche quando colpisce i legittimi interessi nazionali.
Questi fiancheggiatori “con il singhiozzo morale” degli ambienti peggiori degli Usa, hanno a quanto pare dimenticato alcuni capitoli della storia recente che toglie a questa vicenda ogni carattere di novità e ne fa una conferma di un atteggiamento imperialistico che, a quanto pare, non è sgradito alle sinistre. Hanno cancellato dalla memoria la grave vicenda del primo “grande orecchio” planetario, quel sistema Echelon con il quale si controllavano le comunicazioni telefoniche ed i fax, a vantaggio degli Usa e degli alleati più stretti d’Oltremanica che certamente non si tappavano gli orecchi quando si trattava di informazioni riservate relative ai grandi appalti internazionali. Nessuno dovrebbe aver poi rimosso il vergognoso caso Swift, di cui abbiamo più volte parlato su queste colonne. Ricordiamo che si tratta del sistema di controllo informatico di tutte le operazioni finanziarie internazionali di governi sovrani che sono state per anni setacciate dalle autorità americane, a nostra insaputa, con il pretesto del controllo dei flussi di valuta riconducibili alle organizzazioni del terrorismo internazionale.
Questo imperialismo senza ideologia che caratterizza il mondo dopo la fine dei due blocchi, rappresenta la pura egemonia del relativismo etico sul piano culturale e delle lobby finanziare senza scrupoli (è ormai anche giudiziariamente provato) che controllano sempre più direttamente la politica.
Vincenzo Centorame
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